Fonte: La Repubblica

La voglia di tornare a viaggiare è ormai spasmodica. E la prima scelta degli italiani, sottolinea una ricerca, è la spiaggia. Si conferma e si rafforza una tendenza dell’ultimo periodo: ricavarsi un’avventura nell’avventura affittando case speciali, dalle grotte ai moduli spaziali, dalle cabine alle iurte. Per sperimentare inedite emozioni domestiche.

Mare. Che sia Karen Blixen, convinta della sua capacità di guarire ogni cosa, o Charles Baudelaire, per cui incarnava la libertà, o lo spirito avventuroso che scatenava in uomini come Joseph Conrad e Herman Melville, la citazione, parlando dello specchio di acqua salata che tanto ci affascina – siamo pur sempre i nipoti di Ulisse – ci viene naturale. E naturale, anzi tornato impellente, è il nostro istinto per il viaggio. Per l’osservatorio Travel di XChannel, società specializzata in strategie marketing e comunicazione crosscanale, il più grande desiderio degli italiani (con un campione tra i 18 e i 67 anni) è tornare a viaggiarenel 64 per cento dei casi in Italia, e scegliendo preferibilmente il mare (seguono la montagna e le città d’arte).

Per scegliere la meta, i social si confermano fondamentali. In particolare Instagram, con le stories degli influencer, molto efficaci nello stimolare le prenotazioni. Per quasi 8 persone su 10 è il canale privilegiato di raccolta informazioni, seguito dal sito della struttura, da Facebook e da piattaforme di prenotazione come Booking.com e Airbnb.com. Proprio Airbnb secondo XChannel sarà scelta dal 29 per cento dei viaggiatori italiani. «La voglia di viaggiare è ai massimi livelli», ci spiega Giacomo Trovato, country manager Italia Airbnb, «una persona su due desidera tornare a farlo, più che andare a mangiare fuori o al cinema.

E la necessità più grande è creare dei ricordi, costruire delle esperienze con famiglia e amici». L’incremento nella richiesta di alloggi particolari, in cui la casa è così speciale da diventare la meta del viaggio, è comprensibile nell’ottica post-Covid: «iurte, trulli, masserie, dammusi, mulini, case galleggianti o sull’albero… la ricerca è aumentata in due anni del 94 per cento. E viste le limitazioni che ancora ci sono, o potrebbero tornare, fra regole per ristoranti, discoteche, attività, scegliere una casa che di per sé è un viaggio è comprensibile», continua Trovato. Perciò la piattaforma permette di programmare la propria vacanza partendo dalla scelta del tipo di esperienza che si vuole e con “destinazioni flessibili” predilige la scelta dell’alloggio alla destinazione esatta.

Per allenarci a uscire dai cliché, consigliamo due bei libri fotografici. Beautiful Beach Houses (Images Publishing, 272 pp., 56,50 euro) che raccoglie ville spettacolari nel mondo, tutte, ovviamente, sul mare. L’altro, in uscita per Gestalten il prossimo 8 luglio è Life’s a Beach – Homes, retreats and respite by the sea (304 pp., 39,90 euro) e promette una carrellata di abitazioni a due passi dalla spiaggia. Da quelle più esotiche, con il loro brutalismo tropicale, alle nordiche, chiare e candide, alle abbaglianti e materiche mediterranee, tutte rappresentano lo spirito dei proprietari, che qui hanno deciso di riconnettersi con la natura e con se stessi. Che il ritornello “stessa spiaggia, stesso mare” sia definitivamente out?