Il marketing di prossimità si riferisce a quelle attività di promozione di prodotti e servizi attivate su un’area geografica delimitata e precisa. Di solito, queste attività vengono implementate attraverso tecnologie di comunicazione mobile. Siamo di fronte ad un fenomeno squisitamente crosscanale.

Ho selezionato 5 idee di implementazione. Trovate in giro per il mondo.

Macy’s, uno dei retailer più interessanti e innovativi, già nel 2014 ha iniziato ad usare i beacons. E, nel corso dell’ultimo Black Friday (Q4 2016), ha realizzato una campagna di ‘Walk in and Win’ per massimizzare il il traffico in-store.

Questa dei beacons, tra l’altro, è tutt’altro che una moda estemporanea. I numeri di eMarketer dicono che negli Stati Uniti già più del 40% dei retailers li ha provati (si tratta di un panel, ovviamente). E, nel 2016, le farmacie Rite Aid hanno coperto 4.500 punti vendita con questa tecnologia (record ad oggi).

Carrefour ha usato i beacons nei suoi 28 ipermercati in Romania. Servono a ‘navigare’ negli spazi degli iper. Ma servono anche a supportare tutte le comunicazioni relative a prodotti e promozioni. Grazie ai beacons, i livelli di engagement della app di Carrefour è cresciuto del 400% e quello degli users del 600%, in 7 mesi.

Certo, il primo risultato clamoroso in fatto di proximity marketing è stato quello di Tesco in Corea. Basato sulla tecnologia di prossimità più ‘vecchia’ e consolidata, il QR Code, ha suscitato enorme clamore, permettendo ai fortunati Sudcoreani di fare la spesa direttamente in metropolitana a partire da uno scaffale virtuale, e di riceverla a casa prima del loro arrivo.

Per finire sembra che la Realtà Aumentata, dopo anni di successi in giro per il mondo, stia arrivando anche in Italia. Ci sono dei modi molto interessanti per utilizzarla in dinamiche di prossimità. Ecco che cosa ha fatto, ad esempio, National Geographic. Forse più un’attività di branding. Ma sicuramente un buon modo di mostrare le potenzialità della tecnologia in luoghi chiusi / in-store.