Forse non lo sapevi, ma la tua vicina di casa è una microinfluencer.

Perché, per esserlo, basta poco: mediamente, dai 2 ai 25K follower su Instagram.

Non che esista una definizione univoca di cosa sia un microinfluencer (quella sopra è la mia) né di quale sia la threshold oltre la quale si possa parlare di “macro” influencer (secondo la mie opinabili considerazioni euristiche, oltre i 100K follower).

Ma, infatti, qui il punto è un altro. Quello cioè di cogliere questa dimensione “micro” nel suo potenziale. Ci sono almeno tre punti distintivi, infatti, per il fenomeno.

Il primo è che la base utenti cui questi influencer comunicano è estremamente coinvolta con quanto viene postato. E quindi è pronta ad essere imitativa anche in termini di comportamento d’acquisto.

Il secondo è la dimensione locale di questi influencer. Si tratta di instagrammer che parlano (primariamente) alle persone di una zona e più spesso di una città o addirittura di un’area (con ovvie opportunità per i retailer investitori).

Il terzo è che i microinfluencer, un po’ per passione e un po’ anche per alimentare questo loro personaggio, sono essi stessi degli ottimi consumatori, avendo una capacità di spesa superiore alla media.

Quali sono i numeri?

In Italia ci sono 14 milioni di persone su Instagram (dati: Instagram). Di questi, i profili che utilizzano con regolarità le potenzialità di Instagram sono circa 200 mila(un dato ricavabile incrociando gli hashtags italiani più usati dagli utenti come ‘combo’ per la ricerca di reach). Qui la statistica si ferma, ma andando oltre si può stimare che i microinfluencer (attivi o no, come tali) siano meno di 10 mila, cioè i power-user dall’app.

Ma quale profilo socio-demografico hanno? Lo si può ricavare a partire dall’utente medio di Instagram: una donna (51%) sotto i 34 anni (55%) – anzi, per il 25% tra i 19 e i 24 anni – con una capacità di spesa superiore alla media, che dia accesso ad un lifestyle instagrammabile.

E sono professionisti dediti esclusivamente a questa causa? Sicuramente no, visto che la valorizzazione di un singolo post, alla luce dei dati di reach descritti sopra, non può superare i 50€, di media.

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Federico Corradini

Laurea all’Università Cattolica di Milano e Master in Bocconi, si occupa di marketing, vendite e comunicazione dal 2003. Ha lavorato per dieci anni in Colgate-Palmolive, in Bolton Manitoba e in Google. Ha approfondito con il Prof. Visconti i concetti del marketing online e dello storytelling; con il Prof. Guenzi ha discusso alla SDA Bocconi di leadership e sales management; con la Prof.ssa Ceriani ha lavorato all’applicazione della semiotica generativa alla pubblicità e alla comunicazione. Nel dicembre del 2013 ha lasciato la sua posizione di Team Lead Italy in Google Ireland, a Dublino, per tornare in Italia e fondare, a gennaio 2014, XChannel.