Secondo l’International Pasta Organization, ammonta a 23 kg la quantità di pasta pro capite in Italia, il doppio rispetto agli altri paesi. I trend dei volumi di ricerca su Google dimostrano che l’interesse degli italiani per la pasta cala in estate e risale in autunno, con un picco in dicembre.

XChannel, società italiana specializzata in strategia di marketing cross-canale, ha realizzato un Osservatorio Pasta, analizzando il settore attraverso i dati dei motori di ricerca e dei social network.

I marchi oggetto di analisi sono stati i 10 top competitor del mercato: Rummo, Barilla, De Cecco, Voiello, La Molisana, Garofalo, Di Martino, Divella, Cuomo e Pastificio Felicetti.

Barilla occupa il posto più alto sul podio con 2,7milioni di fan su Facebook e 46mila follower su Instagram (@barillaitalia). Seguono Garofalo e De Cecco, e poi Rummo e Pastificio Felicetti. Nel 2019 sono stati finora pubblicati 763 post su Facebook e 669 post su Instagram, con una differenziazione di strategia tra i due canali, dovuta alle diverse funzioni offerte dalle due piattaforme. Per esempio, Instagram permette di pubblicare caroselli (immagini a scorrimento su un unico post) che mostrano i singoli ingredienti di una ricetta, come fa Rummo, ed è molto usata per le stories, utilizzata per anticipare un post e per creare featured stories permanenti, organizzate per argomento.

Per quanto riguarda l’engagement, su Facebook Cuomo registra un 4,6% di Post Interaction, seguita da Rummo (4,3%) e Voiello (4%); su Instagram vincono Rummo (3,8%), La Molisana (2,7%) e Di Martino (2,5%).

I brand più conosciuti prediligono grafiche e video per comunicare i prodotti e i valori dell’azienda, mentre i marchi emergenti puntano più sul documentare eventi istituzionali ed eventuali riconoscimenti ricevuti.

Tra i temi dei contenuti, tre sembrano prevalere:

1) la linea Integrale

2) la provenienza del grano, per sottolineare l’italianità del prodotto, anche se è ormai noto il 30-40% del grano utilizzato proviene dall’estero

3) le ricette