Fonte: Leggo

Boom di videochat e programmi per le videochiamate. Possiamo restare vicini pur stando distanti. Il vantaggio della tecnologia, che l’uomo ha creato negli ultimi anni – quando la distanza era un fattore legato per lo più a scelte professionali o personali e non imposta per salvarci la vita – oggi è indispensabile. Ed applicazioni come Skype stanno vivendo un boom di download in questo periodo in cui il Coronavirus ci costringe a separarci.

A rilevarlo è l’analisi condotta da XChannel sulle principali soluzioni che gli italiani cercano sul motore di ricerca Google. Ma Skype non è il solo strumento che consente di fare telefonate, vocali, chat, ma soprattutto videochiamate, quelle dove ci si può ancora guardare negli occhi stando a pochi centimetri di distanza. E senza alcun pericolo di contagio. 

Tra le altre piattaforme che permettono servizi simili a Skype, che comunque resta la più cercata in assoluto, ci sono Zoom Cloud, Gotomeeting, Hangout, Microsoft Team e Houseparty: piattaforme che dallo scorso 8 marzo, giorno in cui è entrato in vigore il Decreto del Presidente del Consiglio che imponeva misure stringenti per le zone rosse e dava inizio al periodo di quarantena, hanno subito un’impennata di download, secondo l’analisi di XChannel. 

Nel grafico a corredo dello studio condotto, che prende in esame un periodo compreso tra il 23 febbraio ed il 12 marzo, si nota la curva crescente a partire proprio dall’8 marzo, con in cima alla classifica Hangout (usato principalmente per motivi professionali), seguito da Zoom Cloud e Microsoft Team (per la didattica a distanza) che staccano Gotomeeting e Houseparty. 

Non rientra nel grafico, un’altra celebre app, Whatsapp, che consente di fare videochiamate e che secondo l’analisi su Google è la ricerca più digitata proprio in relazione al termine videochiamata, spesso correlato alla query “videochiamata Whatsapp”, seguita da “Skype videochiamata” e “videochiamata di gruppo”. 

Un trend, quello della video-call, incrementato dai giovani che non avendo più luoghi di aggregazioni scelgono la videochiamata di gruppo, ma anche da studenti di scuole superiori e università, che si riuniscono virtualmente per ragioni di studio. E non da ultimo c’è il mondo del lavoro, del business che non si ferma pur costretto a riorganizzarsi.