Fonte: Daily Net

 

Analisi San Valentino e la semiotica: chi ci attrae e perché? La ricerca di XChannel

I trend in atto e cosa è cambiato dal 2019 al 2022. Chi sono i sex symbol e perché sono percepiti come tali. La società evidenzia l’efficacia delle discipline umanistiche anche nell’era dominata dagli algoritmi

XChannel, società di marketing e comunicazione crosscanale, con sedi a Milano e a Barcellona, a due passi da San Valentino indaga sull’attrazione e lo fa avvalendosi dei principi della semiotica, coadiuvata da un approccio antropologico fresco e attuale. La struttura si era misurata con questo tipo di analisi già nel 2019. Oggi la ripropone per mettere alla prova i suoi strumenti di ricerca di mercato qualitativa, basati su semiotica e antropologia, in quest’area intrigante e sensuale. Lo fa per dimostrare l’efficacia delle discipline umanistiche, anche nell’era degli algoritmi, se e quando applicate con un approccio puntuale e sistematico.

La periodicità dell’analisi ha così permesso di tracciare nel tempo i trend di una categoria unica come quella dei sex symbol. Unica come testimoniato anche dai risultati, perché dal 2019 al 2022 ci sono tante conferme in classifica così come tanti debuttanti e novità. Semiotica e sex symbol sono una combo senz’altro insolita, che però riesce ad individuare in maniera semplice ed efficace qual è l’immagine della sensualità per gli individui. Ma come si può rappresentare la categoria dei sex symbol? La relativa voce di Wikipedia dice che si tratta di “un personaggio famoso, maschile o femminile, che per le sue virtù fisiche sia in grado di suscitare l’attrazione sessuale in individui terzi”. Viene allora da chiedersi: chi può essere considerato tale? Attraverso un questionario netnografico (ossia costruito con il metodo dell’antropologia, cioè l’etnografia, per essere poi diffuso attraverso la rete) XChannel ha chiesto a un campione di utenti web, composto da uomini e donne di un’età compresa tra i 24 e i 50 anni, di rispondere con quatto nomi. Ecco i risultati: le sex symbol donne: Jennifer Aniston, Zendaya, Emma Watson, Angelina Jolie. I sex symbol uomini: Brad Pitt, Leonardo Di Caprio, Damiano dei Maneskin, Manu Rios.

Dal 2019 al 2022 ci sono tante conferme in classifica così come tanti debuttanti e novità. Le conferme nelle prime quattro posizioni sono quelle di quattro mattatori dello show biz “rosa”: Leonardo Di Caprio, eterno ragazzo, e Brad Pitt; la più votata tra le donne è stata proprio una delle compagne storiche di quest’ultimo, Jennifer Aniston, mentre si conferma nel quartetto di testa anche Angelina Jolie, sua ex moglie.

Ma passiamo alle new entry. Perché sono i debuttanti a portarci nel cuore di una idea della sensualità che è cambiata per certi versi radicalmente in questi anni travagliati. Uno su tutti, tra i debuttanti nella nostra classifica, Damiano David, leader dei Maneskin, paradigma di un sex appeal nuovo e fluido, che piace alla generazione Z. Generazionale è anche Emma Watson, che porta un’immagine più sofisticata nel ranking. Con loro, infine, c’è un gruppo di debuttanti che vengono da Netflix (o comunque dallo streaming, dal piccolo schermo): tra i più votati ci sono Manu Rios in campo maschile e Zendaya tra le donne; ci fanno capire quanto il cinema abbia perso parte della sua influenza sulla creazione dei sex symbol, negli ultimi anni, complice la pandemia.

 

L’INTERPRETAZIONE SEMIOTICA

Come capire le logiche e le dinamiche interne a questo trend? Per indagare le ragioni e le tendenze che hanno indotto il campione interrogato a dare queste risposte è stato utilizzato un approccio semiotico. Perché la semiotica? Perché la semiotica, che deve il suo nome al termine greco semeion, cioè “segno”, studia le relazioni tra il segno e la cosa a cui esso rimanda: un punto esclamativo su un cartello ci dice di prestare attenzione, l’emoji del cuore sta per amore. Con l’obiettivo di analizzare i risultati ottenuti è sta- to usato il quadrato semiotico che, individuata la categoria del sex symbol, ha permesso di articolarla in quattro posizioni (attraverso tre diverse relazioni: contrarietà, implicazione, negazione) che rappresentano anche, nemmeno a farlo apposta, alcune dei più comuni “tipi” in campo amoroso, quando entra- no in gioco le regole dell’attrazione. Ma vediamo come!

 

SEX SYMBOL AL FEMMINILE

Partendo dai sex symbol al femminile, le relazione di opposizione tra i “tipi” rappresentati da Jennifer Aniston e Angelina Jolie, unite da uno degli eventi più clamorosi della cronaca rosa de- gli ultimi anni, vieni quasi spontanea. Proviamo allora ad esplorare il campo semantico della relazione contrarietà/presupposizione tra la bella e impossibile (Angelina Jolie) e la vip della porta accanto (Jennifer Aniston) (due modi di vedere la sensualità agli antipodi quanto d’immediata comprensione); da questa relazione si può derivare quella dei subcontrari cosmopolita e poliedrica (Zendaya) versus se-xy-intellettuale (Emma Watson) (che a loro volta hanno un rap- porto di implicazione oppure di contraddizione con i termini che li sovrastano).

 

SEX SYMBOL AL MASCHILE

Lo stesso è possibile fare articolando l’opposizione uomo, forte, maturo (Brad Pitt) versus il TOY- BOY (Leonardo Di Caprio), con i relativi subcontrari del latino-da- spiaggia (Manu Rios) rispetto al rocker-fluido (Damiano David, leader dei Maneskin). Il quadrato semiotico del sex symbol prende di conseguenza forma. Sembra complicato? In realtà non lo è, perché questo apparente groviglio di relazioni logiche identifica una mappa, una “topografia del senso”, quattro modi di attribuire valore alla sensualità da parte degli individui molto ben definiti e immediatamente identificabili. Tutti i giorni vediamo e ammiriamo questi protagonisti dello show-biz, che di volta in volta li userà per ruoli alme- no in parte diversi al cinema o su Netflix o su YouTube. Le parti che interpretano, più o meno legate alle loro personalità di star planetarie, cambieranno l’idea che abbiamo di loro, e così cambierà anche il quadrato semiotico

Lungi dall’essere uno strumento rigido, infatti, il quadrato se- miotico è uno strumento dinamico che permette analisi duttili quanto precise. Perfette anche di mettere alla prova le discipline umanistiche che abbiamo a disposizione per capire i fenomeni che ci circondano, usando una prospettiva antropologica chiara ma calda, viva. Esattamente quello che serve per analizzare al meglio i fenomeni legati alla comunicazione. E anche all’amore.